Ricette senza glutine e senza latte e derivati: risotto al nero di seppia

risotto-al-nero-di-seppiaCiao a tutti, buon venerdì e buon quarantesimo compleanno ad Amoon, carissimo ti auguro tutto il meglio e spero che finalmente tu possa trovare la persona giusta, intanto goditi le tue belle feste, con amici e parenti.  Questo è l’ultimo post che pubblico prima delle vacanze, fino ai primi di gennaio le pubblicazioni saranno irregolari, ma ci terremo in contatto via Facebook.

La ricetta che pubblico oggi è l’ennesimo risotto, che però è stato molto gradito in famiglia e mi servirà per condividere la prossima settimana un menu natalizio, che può essere sfruttato anche in altre occasioni, per intolleranti/allergici ai latticini.

Io ho sempre amato molto il risotto al nero di seppia e al ristorante lo prendo spesso, ho provato a farlo a casa, per concedermelo qualche volta in più.

Per quattro persone procuratevi 4 etti di seppie pulite e tagliate, con le sacche del nero, riso (calcolate due pugni a testa), brodo vegetale salato (fatto con carota, sedano e cipolla), cipolla, olio, prezzemolo.

Fate cuocere le seppie per una decina di minuti con olio e cipolla nella padella in cui preparerete il risotto, togliete la cipolla, salate le seppie, aggiungete il riso, fate tostare i chicchi, quindi coprite con tre mestoli di brodo vegetale caldo. Proseguite la cottura del risotto per quindici minuti circa, girando ogni tanto perchè non si attacchi e aggiungendo brodo quando necessario. Una volta spento il fuoco mantecate con il nero di seppia (dovete schiacciare le sacche, il nero uscirà, vi consiglio di fare l’operazione in una ciotola, togliere le sacche vuote e poi versare il nero nel risotto) e abbondante prezzemolo lavato e tritato.

Amoon, ora che ci penso a te il pesce non piace molto, ma non potevo non dedicarti il post di oggi, ancora auguri!

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Cotechino in crosta con fonduta

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Ciao a tutti e buona giornata, oggi pubblico la mia prova tecnica di secondo del pranzo di Natale, il cotechino in crosta, presentato però in maniera tale da evitare l’effetto ‘fetta finita sotto al tram’. Per sei persone procuratevi due cotechini grandi (pensate che dovrete servire due fette a testa), due confezioni di pasta sfoglia pronta rettangolare, 4 etti di fontina, latte, burro, 4 rossi d’uovo. Se siete di Torino e cercate cotechini di qualità, non troppo speziati e di conseguenza indigesti, vi consiglio di provare quelli della Macelleria Ghiotti, di Via della Consolata, sempre una certezza.

Fate cuocere i cotechini, mettendoli a freddo in una pentola alta piena d’acqua, coprite con un coperchio e portate ad ebollizione. Quando inizia a bollire l’acqua tenete il bollore basso e fate cuocere per un’ora e tre quarti. Al termine della cottura posate i cotechini su un tagliere, dopo qualche minuto togliete la pelle e lasciate i cotechini interi ad asciugare, in modo che non rendano molle la sfoglia, li taglierete a fette solo al momento di avvolgerli nella sfoglia.

Preparate la fonduta, io mi sono ispirata alla ricetta del favoloso libro di Giovanni Goria, celebre esperto di cucina piemontese, ‘Cucina del Piemonte collinare e vignaiolo’, ma non ho usato la farina. Due ore prima di cuocere la fonduta tagliate la fontina a lamelle e ponetela in un pentolino, coprendola con del latte. Al momento di cuocerla togliete il latte, lasciandone poco nel pentolino, aggiungete 4 rossi d’uovo e 30 gr di burro circa, quindi fate scaldare a bagnomaria molto dolce (praticamente l’acqua non deve bollire), girando lentamente tutto con un cucchiaio di legno sempre nello stesso verso per una trentina di minuti circa (i tempi sono indicativi, la fonduta dovrà risultare priva di grumi e cremosa, se non l’avete mai fatta provatela qualche giorno prima, al massimo per sentirvi più sicure tenetevi una confezione di fonduta pronta come salvataggio se al momento buono non dovesse riuscire). Una volta pronta tenete la fonduta nel pentolino dentro la pentola del bagnomaria.

Per preparare i fagottini di sfoglia con il cotechino stendete la pasta, tagliate il cotechino a fette e ponete le fette sulla pasta leggermente distanziate. Tagliate un quadrato attorno alla fetta di cotechino, lasciando un po’ di bordo, quindi tagliate un quadrato di uguali dimensioni e coprite la fetta, facendo combaciare i bordi. Mettete a cuocere i fagottini in forno caldo a 200° per una ventina di minuti, su un foglio di carta forno, un po’ distanziati fra loro e, mentre cuociono, scaldate la fonduta, aggiungendo un po’ di latte e continuando a girarla.

Al momento di impiattare ponete sul piatto un cucchiaio abbondante di fonduta e due fagottini a testa. Spero che questa ricetta vi piaccia, fatemi sapere, se avete voglia, cosa cucinerete per Natale e se conoscevate il libro di Goria, per me un pilastro della cucina piemontese.

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Viola e rosa (Wannabe Marie Antoinette)

come-abbinare-abito-violaCiao a tutti e bentornati da queste parti, come stanno andando questi ultimi giorni prima di Natale? Io sto lavorando come una pazza, abbiamo una nuova procedura da terminare per fine dicembre, in modo da poterla testare a gennaio, perché a febbraio dovremo partire in effettivo, quindi sto impazzendo dietro a migliaia di righe di programma, tanto per rilassarmi e godermi i preparativi per il Natale e il mio compleanno, che sono vicinissimi.

Ma l’importante è che il lavoro ci sia, quindi bando alle lamentele e veniamo al look di oggi, variante invernale per l’abito viola che vi avevo fatto vedere qui: il bello degli abitini per l’ufficio è che solitamente, se sono in materiali leggeri, si possono indossare in tutte le stagioni, cambiando la giacca e gli accessori, quindi, con un investimento solo, ci assicuriamo la decenza in più occasioni, cosa che ha il suo fascino, soprattutto in questi tempi di magra.

In realtà avevo già pubblicato un post con la versione invernale del vestitino, ma WordPress mi ha fatto uno scherzo ed è sparito, io poi avevo fatto pulizia delle foto, in uno dei miei momenti da maniaca dell’ordine, così ve lo ripropongo, con qualche piccola modifica, già che ci siamo.

Nella versione invernale faccio un accostamento di colori meno ‘pugno in un occhio’ (dovrei dire meno ‘color block’) rispetto a quello estivo, giocando con il viola e il rosa pastello, con questo vecchio giacchino effetto bambolina di Zara, che avevo visto anche su Atlantic-Pacific in un look tono su tono delizioso, che però su una carampana come me risulterebbe un tantino stucchevole, almeno in inverno, magari nella bella stagione potrei osare, ma mai dire mai. Io amo, in tutte le stagioni, i colori pastello (guarderei le zuccherose scene di ‘Marie Antoinette’ di Sofia Coppola per ore): il rosa, appunto, ma anche l’azzurro, solo che non ho trovato nulla di interessante in questo colore, ma sono sicura che non mancherà l’occasione, vero Signor Zara?

Se anche a voi piace l’accostamento viola e rosa vi segnalo questa giacca e questo abito, fatemi sapere se siete adoratrici dei colori pastello anche in inverno e quale versione preferite per questo abito: quella estiva, o quella invernale?

I often like to restyle workwear dresses, simply changing accessories, like shoes and jacket, in order to wear them in different seasons. I wear this purple wrap dress with an orange jacket during summer (more pictures here) and with pastel colors for winter. If you love the mix purple and pink, take a look at this pink jacket (I also love this dress so much). I wish you a wonderful week, bye.

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indossare-colori-pastello-in-ufficio-in-inverno

giacca-rosa-in-ufficio

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indossare-colori-pastello-in-inverno

Come-abbinare-un-abito-viol