Ricette autunnali (senza glutine): vellutata di zucca e amaretti

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Ciao a tutti e bentornati sul blog. Mi sono resa conto che è da molto tempo che non pubblico ricette, come sapete questa primavera ho avuto problemi di salute e in pratica mangiavo come una malata, tutte cose bollite e poco condite, che era meglio non condividere.

Non vi tedierò molto con i fastidi che ho avuto, alla fine pare che io sia predisposta all’intolleranza al glutine e in momenti di stress lavorativo (sia in ufficio, sia in casa) il mio apparato digerente inizia a fare le bizze e io divento magra più o meno come uno degli angeli di Victoria’s Secret (il mio peso attuale è di 47 kg e 7), peccato che oltre al dimagrimento si presentino insonnia, debolezza e altri fastidi, altrimenti sarei felicissima della mia linea impeccabile. Per evitare di scomparire ho deciso di mangiare pochissimo glutine: me lo concedo in vacanza (stranamente quando sono rilassata digerisco anche le pietre) e nelle feste di famiglia, per il resto regime gluten-free ferreo e devo dire che va decisamente meglio.

Dato che con l’alimentazione senza glutine ho ritrovato appetito e forze mi sono messa di nuovo al lavoro in cucina e, con l’arrivo dell’autunno, ho fatto come sempre incetta di zucca. La zucca è una cucurbitacea che trovo molto versatile in ambito culinario, si presta bene a ricette salate e dolci, inoltre è ricca di vitamina C, pertanto è sempre la benvenuta sulla mia tavola. Uno degli abbinamenti che preferisco con la zucca è quello con gli amaretti, infatti adoro i ravioli amaretti e zucca, quindi qualche settimana fa ho preparato una vellutata che univa questi due ingredienti, spero che vi piaccia, noi l’abbiamo mangiata con gusto. Ulteriore motivo per apprezzare una vellutata di questo tipo sta nel fatto che è un piatto economico, ma non sfigura in una cena elegante e di questi tempi la cosa non va mai male, secondo me.

Per tre persone usate due patate grosse tagliate a tocchetti e circa 3 etti e mezzo di zucca a tocchetti; fate rosolare con dell’olio la zucca e le patate in una pentola alta, girandole con un cucchiaio in legno per qualche minuto, quindi aggiungete dell’acqua calda fino a coprire il tutto, portate ad ebollizione e salate. Cuocete per 15 minuti circa, finchè le patate non saranno morbide, poi frullate tutto con il frullatore ad immersione, impiattate e guarnite con amaretti sbriciolati (due a testa vanno benissimo).

A pensarci bene questa vellutata potrebbe essere un’idea anche per una cena ‘a tema’ di Halloween, magari per concludere la cena potreste realizzare questi ragnetti, che avevo preparato l’anno scorso su gentile richiesta di B.

Festa di famiglia: gonna in tulle e maglia bigiuatà

magliaazzurra7Ciao a tutti e bentornati sul blog. Qualche giorno fa mia mamma ha compiuto gli anni e siamo andati a festeggiarla al ristorante (in un prossimo post vi parlerò anche del ristorante, perché secondo me è un posto da conoscere).

La giornata era tiepida, quindi ho indossato una gonna di tulle, che avevo acquistato mesi orsono e non avevo mai messo, dato che le occasioni mondane a cui partecipo da 9 anni a questa parte prevalentemente consistono in festicciole di compleanno ad alto tasso di impiastricciamento ed il tulle è sconsigliato in certe situazioni. Mia mamma quest’anno ha compiuto 81 anni, quindi ho voluto rischiare, l’impiastricciamento difficilmente sarebbe stato in agguato alla sua festa.

La gonna in tulle è uno di quei pezzi del mio guardaroba che acquisto sull’onda dell’entusiasmo, in quei momenti in cui, dimentica di essere una vecchia babbiona che divide il suo tempo fra casa e ufficio, anzichè una ragazzina che esce tutte le sere, mi incapriccio di cose ultrafighe che vedo sulle influencer- la colpevole in questo caso è Wendy di Wendy’s lookbook- e voglio a tutti i costi possederle anch’io. Per fortuna quel briciolo di buon senso che mi rimane mi fa intuire che sarebbe opportuno non dissanguare il mio conto in banca per dei capi che sicuramente metterò molto poco. Ho comprato allora, su suggerimento di un’amica che conosceva già questo sito, la mia gonna di tulle su tmart, un sito on-line che vende tantissime cose, fra cui vestiti a prezzi veramente bassi.

Per valorizzare una gonna così eterea ho pensato al mio giacchino in pelle di MaxMara e ad un golf azzurro vecchissimo (non ricordo nemmeno dove lo avessi preso), tempestato di pietre dure.

Questi maglioncini con pietre dure vengono definiti dalle blogger stellari internazionali ‘Jeweled pull’ ed effettivamente un termine così è molto cool (Wendy infatti avrebbe subito intitolato il suo post ‘Fall date, tulle skirt and jeweled pull’) e scatena subito una ridda di apprezzamenti, perlopiù in inglese, da parte delle followers in delirio. I piemontesi, che evidentemente non sono programmati per essere cool, li chiamano invece ‘Maglie bigiuatà’ (da qui il titolo del mio post), immagino che bigiuatà derivi dal francese bijoux, e generalmente non li amano: mia nonna paterna, che era una specie di generalessa, se vedeva un accenno di perlina su una maglia, sentenziava ‘Paola, sta maia l’è trop bigiuatà’ e la stroncava senza pietà, altro che apprezzamenti del tipo ‘Paola, you look stunning with this jeweled pull today’. Io sono una rara piemontese dall’animo bigiuatà, me ne sono sempre fregata dei commenti di mia nonna, e uso questi golf abbastanza spesso per ravvivare le mie mise da sera, dato che li trovo molto femminili.

Nelle foto di oggi vedete anche i fiori che abbiamo regalato a mia mamma (ovviamente le abbiamo regalato anche altre cose che le servivano, prima del compleanno, ma ad una donna i fiori in certe ricorrenze fanno sempre piacere). Io, per le occasioni importanti, vado sempre a prendere i fiori da Fiorile, un negozio in Piazza Savoia che ho scoperto quando mi sono sposata e mi sono trasferita nella zona centrale di Torino, uno di quei negozi di cui mi soffermo sempre a guardare le vetrine (ha anche dei decori per la casa meravigliosi, non vi dico sotto Natale, comprerei tutto), perché mi affascinano per la cura con cui sono allestite. Vi lascio qui il link del loro profilo su Facebook, per farvi ammirare alcune delle loro creazioni, io adoro i fiori e se avessi un budget illimitato ne comprerei tutte le settimane per decorare la casa, dato che con le piante sono una frana e le uccido nonostante sforzi immani per trattarle con tutta la cura che meritano.

Ma ora, per fare due chiacchiere, vi chiedo: conoscete tmart e avete mai acquistato qualcosa su questo sito? Se sì come vi siete trovati? Io con la gonna in tulle mi sono trovata bene, non si è sfaldata nonostante il tessuto leggero (era questa la mia paura), quindi la rimetterò sicuramente e se dovrò fare altri acquisti molto low-cost su questo sito andrò con fiducia.  Altra domanda: voi amate le maglie bigiuatà? Ne avete nel vostro guardaroba e, se sì, come le abbinate? Per gli amici di Torino: conoscevate Fiorile? Avete mai comprato fiori in questo negozio, vi siete trovati bene? Spero di non avervi annoiati con tutte queste ciance, vi lascio le foto della gonna e della maglia bigiuatà e aspetto i vostri commenti, alla prossima.

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Come portare un cappotto cammello

cappottocammello141Ciao a tutti e bentornati su questi schermi. Un altro post dedicato a Elena e alla sua ricerca di un cappotto. Nel precedente post le avevo suggerito un cappotto cammello, perchè io ne ho uno di quel colore da tempo immemorabile e mi trovo benissimo, va bene sia con look da ufficio, che con l’abbigliamento del tempo libero (come potete vedere qui se siete arrivati per la prima volta sul mio blog). Nel post di oggi condivido un po’ di idee per portare il cappotto cammello, ispirazioni che ho preso da alcuni miei blog preferiti e da Google, ma Elena, se vuoi altre idee dai anche un’occhiata al blog di Antonella, che in questo post ha raccolto una bella carrellata di ispirazioni. Uno degli abbinamenti ideali per il color cammello è quello con i toni del marron bruciato, come fa Blair di Atlantic-Pacific.

Molto classico anche l’accostamento con il panna, come in questa splendida foto di Kristina Bazan di Kayture (la adoro!), qui in un raro momento in cui indossa le calze, si vede porella che era reduce da una delle sue influenze intestinali devastanti, che documentava regolarmente su internet, si stava facendo flebo di bifidus e il gastroenterologo le aveva consigliato di tenere coperta la pancia, un po’ come facciamo noi con i nostri figli quando con -6 °C pensano bene di girare sul balcone in cannottiera approfittando biecamente di un nostro momento di distrazione, ora lei ha risolto il problema alla radice e si è trasferita a Los Angeles, almeno taglierà sulle spese mediche

cappottocammello144 Un’altra blogger che amo alla follia e generalmente si copre pochino, ma evidentemente in quel periodo a New York faceva un freddo cane e se provavi a uscire scoperto di casa ti beccavi l’artrite reumatoide fulminante, è Kat Tanita (With love from Kat), che porta il suo cappottino con un look total-black spezzato dai tocchi di colore della sciarpona e della borsa, semplicemente favolosa

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Per finire due foto trovate su Google, una di Olivia Palermo, una di una bellona che non conosco con due look che mi garbano parecchio, soprattutto quello con le ballerine leopardate, roarrrr

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